Salute e medicina : la prostata

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1. Che cos’è la prostatite?
La prostatite é una infiammazione della prostata, può essere di diverso tipo e origine.

2. Quali tipi di prostatite esistono?
La prostatite può essere:

* acuta: con febbre elevata, dolore perineale, urinazioni frequenti, dolorose e difficili.
* cronica: con sintomi che possono essere scarsi o poco significativi; i disturbi possono essere persistenti o ricorrenti e di vario tipo: doloretti diffusi all`uretra, difficoltà urinarie, senso di peso perineale, fastidi ai testicoli etc.

Esistono anche situazioni intermedie tra quelle acute e quelle croniche.

3. Che cosa causa una prostatite?
Le cause di prostatite sono molteplici e non sempre agevoli da identificare.
Molto spesso dei germi risaliti lungo il canale urinario, o discesi dalla vescica possono raggiungere la prostata causando una infiammazione. Poichè i tubicini della ghiandola prostatica assomigliano a grappoli d’uva che sboccano nell’uretra, é facile intuire che questi sbocchi delle secrezioni prostatiche possono diventare la porta d’ingresso dei germi nella prostata. Inoltre, poiché questi gruppi di ghiandole sono inglobati in un tessuto muscolare e fibroso duro, in caso di infiammazione, essi tendono a strozzarsi e alterarsi a causa del “gonfiore” associato alle infiammazioni. Così avviene che le secrezioni e i batteri ristagnino non trovando modo per uscire, in tal modo la prostatite da acuta tende a durare nel tempo diventando cronica.

4. Come si diagnostica una prostatite?
L’urologo scopre una prostatite dalla storia del paziente, dagli accertamenti di laboratorio, dalle immagini dell’ecografia, dagli esiti di una biopsia, dalla visita rettale. Si tratta di una diagnosi che talvolta è difficile; può trattarsi addirittura, in alcuni casi, di una sorpresa positiva in quanto certi quadri di prostatite simulano il cancro della prostata.

5. Come si curano le prostatiti?
Le prostatiti si curano con farmaci antibiotici, antinfiammatori, norme di vita e norme dietetiche.

6. Come si prevengono le prostatiti?
È importante rivolgersi all’urologo non appena si manifestano i primi disturbi, specie il bruciore urinario, o l’aumentata frequenza delle minzioni. Curare la prostatite nelle sue prime fasi è più semplice rispetto a quando sia già cronicizzata .
Può essere pertanto molto importante rivolgersi precocemente al medico al fine di mettere in atto rapidamente la procedure diagnostiche opportune.

7. Ma “io” che ormai, ho disturbi da molti mesi, forse anni, non ho speranze di miglioramento?
È difficile rispondere a tale domanda. L’esperienza insegna che spesso si possono ottenere dei risultati soddisfacenti anche dopo anni di trascuratezza. Capita però, altre volte, che già dopo poche settimane di disturbo non si riesca più ad ottenere una guarigione completa.

8. Quando ho la postatite posso fare all’amore?
Nella fase acuta, ovviamente, sarà difficile avere questo problema, ma nelle fasi croniche nulla vieta una attività sessuale regolare. Nei rapporti bisogna tenere conto che spesso possono essere presenti disturbi della eiaculazione che spesso é precoce rispetto alla norma del paziente. Talvolta l’eiaculazione può essere dolorosa o fastidiosa.
Questi fatti non devono necessariamente impedire i rapporti. Sono addirittura da sconsigliare l’astinenza prolungata o la “genitalizzazione” dell’attenzione. (Pensare sempre al fastidio dei testicoli, toccarsi il perineo, angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo, disperarsi per un rapporto sessuale non “tecnicamente perfetto”).

9. La prostatite può ritornare?

Certamente é possibile: la forma “acinosa” della ghiandola prostatica favorisce sia la cronicizzazione che il riaccendersi dell`infiammazione.

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La prostata è un organo fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati, delle dimensioni di una castagna, che si trova al di sotto della vescica e circonda l’uretra.

La Prostata è composta da una zona periferica, una centrale, una di transizione, una porzione anteriore ed una sfinterica preprostatica, tutte poi contenute all’interno di una capsula fibrosa che la isola dagli altri organi adiacenti quali la vescica ed i muscoli del piano perineale.

La Prostata riveste una importante funzione nella produzione del liquido seminale (20-30% del totale dell’eiaculatio) poiché fornisce componenti fondamentali alla sopravvivenza e alla qualità degli spermatozoi. Pertanto alcune alterazioni della struttura e dello stato dell’organo possono influenzare la fertilità maschile.

La Prostata può essere la sede di malattie infiammatorie quali le Prostatiti, l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), e tumori maligni quali l’Adenocarcinoma Prostatico. L’organo, trovandosi situato sotto la vescica e intorno all’uretra può influire sul modo di urinare; pertanto ogni volta che insorgano disturbi o alterazioni nella minzione la prostata può potenzialmente esserne la causa. L’Ipertrofia Prostatica Benigna non è da considerare una condizione che può precedere il tumore della prostata in quanto non degenera in una patologia neoplastica. Piuttosto le due patologie possono coesistere e trarre origine da zone della prostata completamente differenti tra di loro.

Per un uomo è sicuramente importante occuparsi e monitorare la propria prostata prima che essa inizi a causare disturbi. E’ inoltre da tener presente che una sintomatologia non molto importante può ugualmente essere un segnale di un cattivo stato del sistema prostatico che può con il passar del tempo sempre più peggiorare la propria condizione.

Dopo i 50 anni è pertanto opportuna una visita urologica a scopo preventivo ogni 12 mesi poichè una adeguata prevenzione permette di scoprire eventuali patologie in uno stadio iniziale consentendo così di trattare le patologie della prostata in maniera sempre più efficace.

Le più recenti ricerche dimostrano che lo screening di massa del cancro della prostata non è raccomandabile. Nonostante ciò è partita una campagna di comunicazione del Ministero della Salute e del Ministero per le Pari Opportunità in suo favore. Contro questa scelta si scaglia un editoriale del blog di Politica sanitaria SaluteInternazionale.

Scrive Massimo Valsecchi: “Nel 2009 sono usciti sul New England Journal of Medicine i risultati dei due studi più ampi (uno in Europa ed uno negli Stati Uniti) mai realizzati sullo screening del cancro della prostata tramite il test di ricerca del Prostate Specific Antigen (PSA). Lo studio europeo, che risulta più completo, evidenzia una diminuzione della mortalità pari a 7 decessi in meno su 10.000 uomini testati. Per ottenere questo risultato, il gruppo testato di 73.000 uomini ha dovuto subire 17.000 biopsie. In altri termini, per evitare una morte da cancro alla prostata, si sono dovuti sottoporre a screening 1.410 uomini, effettuare 335 biopsie e trattarne chirurgicamente 48. (…) È importante ricordare che il punto cruciale non è se questo screening sia efficace ma se faccia più male che bene”.

Il 10 marzo scorso il New York Times ha intervistato (in un articolo dal titolo significativo: “The great prostate mistake”) Richard J. Ablin, lo scopritore del PSA, che ha dichiarato: Il “mio” PSA? Un disastro per la salute pubblica e per di più costosissimo.
Quindi, meglio chiedere al medico di fiducia !



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  • Mam: Salve, sono una ragazza di 20 anni e circa una settimana fa ho iniziato ad avere sintomi leggeri della candida. Ho fatto una cura di 5 giorni di lavan

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