Salute e medicina : la prostata

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Domanda
Ho scoperto di essere affetto da prostatite e il medico di base mi ha prescritto l’assunzione di un antibiotico generico.
Io mi sono informato e ho scoperto che ci sono diversi batteri che possono provocare prostatite e ho saputo che senza sapere di che battere si è affetti, l’assunzione di un antibiotico generico può anche peggiorare la situazione.


Risposta
Ti consiglio prima di prendere antibiotici a caso degli esami specifici. Il migliore e’ sicuramente l’analisi del secreto prostatico dopo massaggio per ricerca di Clamidia, Micoplasmi, ureplasmi, gonococco, enterococchi fecali, miceti,klebeisella, Pseudomonas, staphilococchi, HPV,HSV 1 e 2 con test di amplificazione del DNA. In alternativa puoi sempre raccogliere tre campioni di sperma distanziato di quattro giorni e quattro campioni di urina appena svegliato al mattino e fare le stesse ricerche sempre con amplificazione del DNA. Solo cosi’ si potra’ individuare la presenza di eventuali batteri o virus e intraprendere una cura mirata. Comunque piuttosto del Bactrim piuttosto ti consiglio Bassado preso due volte al giorno per due settimane.

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1. Che cos’è la prostatite?
La prostatite é una infiammazione della prostata, può essere di diverso tipo e origine.

2. Quali tipi di prostatite esistono?
La prostatite può essere:

* acuta: con febbre elevata, dolore perineale, urinazioni frequenti, dolorose e difficili.
* cronica: con sintomi che possono essere scarsi o poco significativi; i disturbi possono essere persistenti o ricorrenti e di vario tipo: doloretti diffusi all`uretra, difficoltà urinarie, senso di peso perineale, fastidi ai testicoli etc.

Esistono anche situazioni intermedie tra quelle acute e quelle croniche.

3. Che cosa causa una prostatite?
Le cause di prostatite sono molteplici e non sempre agevoli da identificare.
Molto spesso dei germi risaliti lungo il canale urinario, o discesi dalla vescica possono raggiungere la prostata causando una infiammazione. Poichè i tubicini della ghiandola prostatica assomigliano a grappoli d’uva che sboccano nell’uretra, é facile intuire che questi sbocchi delle secrezioni prostatiche possono diventare la porta d’ingresso dei germi nella prostata. Inoltre, poiché questi gruppi di ghiandole sono inglobati in un tessuto muscolare e fibroso duro, in caso di infiammazione, essi tendono a strozzarsi e alterarsi a causa del “gonfiore” associato alle infiammazioni. Così avviene che le secrezioni e i batteri ristagnino non trovando modo per uscire, in tal modo la prostatite da acuta tende a durare nel tempo diventando cronica.

4. Come si diagnostica una prostatite?
L’urologo scopre una prostatite dalla storia del paziente, dagli accertamenti di laboratorio, dalle immagini dell’ecografia, dagli esiti di una biopsia, dalla visita rettale. Si tratta di una diagnosi che talvolta è difficile; può trattarsi addirittura, in alcuni casi, di una sorpresa positiva in quanto certi quadri di prostatite simulano il cancro della prostata.

5. Come si curano le prostatiti?
Le prostatiti si curano con farmaci antibiotici, antinfiammatori, norme di vita e norme dietetiche.

6. Come si prevengono le prostatiti?
È importante rivolgersi all’urologo non appena si manifestano i primi disturbi, specie il bruciore urinario, o l’aumentata frequenza delle minzioni. Curare la prostatite nelle sue prime fasi è più semplice rispetto a quando sia già cronicizzata .
Può essere pertanto molto importante rivolgersi precocemente al medico al fine di mettere in atto rapidamente la procedure diagnostiche opportune.

7. Ma “io” che ormai, ho disturbi da molti mesi, forse anni, non ho speranze di miglioramento?
È difficile rispondere a tale domanda. L’esperienza insegna che spesso si possono ottenere dei risultati soddisfacenti anche dopo anni di trascuratezza. Capita però, altre volte, che già dopo poche settimane di disturbo non si riesca più ad ottenere una guarigione completa.

8. Quando ho la postatite posso fare all’amore?
Nella fase acuta, ovviamente, sarà difficile avere questo problema, ma nelle fasi croniche nulla vieta una attività sessuale regolare. Nei rapporti bisogna tenere conto che spesso possono essere presenti disturbi della eiaculazione che spesso é precoce rispetto alla norma del paziente. Talvolta l’eiaculazione può essere dolorosa o fastidiosa.
Questi fatti non devono necessariamente impedire i rapporti. Sono addirittura da sconsigliare l’astinenza prolungata o la “genitalizzazione” dell’attenzione. (Pensare sempre al fastidio dei testicoli, toccarsi il perineo, angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo, disperarsi per un rapporto sessuale non “tecnicamente perfetto”).

9. La prostatite può ritornare?

Certamente é possibile: la forma “acinosa” della ghiandola prostatica favorisce sia la cronicizzazione che il riaccendersi dell`infiammazione.

La prostata è un organo fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati, delle dimensioni di una castagna, che si trova al di sotto della vescica e circonda l’uretra.

La Prostata è composta da una zona periferica, una centrale, una di transizione, una porzione anteriore ed una sfinterica preprostatica, tutte poi contenute all’interno di una capsula fibrosa che la isola dagli altri organi adiacenti quali la vescica ed i muscoli del piano perineale.

La Prostata riveste una importante funzione nella produzione del liquido seminale (20-30% del totale dell’eiaculatio) poiché fornisce componenti fondamentali alla sopravvivenza e alla qualità degli spermatozoi. Pertanto alcune alterazioni della struttura e dello stato dell’organo possono influenzare la fertilità maschile.

La Prostata può essere la sede di malattie infiammatorie quali le Prostatiti, l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), e tumori maligni quali l’Adenocarcinoma Prostatico. L’organo, trovandosi situato sotto la vescica e intorno all’uretra può influire sul modo di urinare; pertanto ogni volta che insorgano disturbi o alterazioni nella minzione la prostata può potenzialmente esserne la causa. L’Ipertrofia Prostatica Benigna non è da considerare una condizione che può precedere il tumore della prostata in quanto non degenera in una patologia neoplastica. Piuttosto le due patologie possono coesistere e trarre origine da zone della prostata completamente differenti tra di loro.

Per un uomo è sicuramente importante occuparsi e monitorare la propria prostata prima che essa inizi a causare disturbi. E’ inoltre da tener presente che una sintomatologia non molto importante può ugualmente essere un segnale di un cattivo stato del sistema prostatico che può con il passar del tempo sempre più peggiorare la propria condizione.

Dopo i 50 anni è pertanto opportuna una visita urologica a scopo preventivo ogni 12 mesi poichè una adeguata prevenzione permette di scoprire eventuali patologie in uno stadio iniziale consentendo così di trattare le patologie della prostata in maniera sempre più efficace.

Al cancro alla prostata, uno dei più diffusi tra i tumori-killer, si potrebbe presto trovare una terapia valida che ne blocchi il decorso. E’ l’importante risultato conseguito grazie al lavoro di ricerca di un gruppo di studiosi italiani, coordinati dal professor Ruggero De Maria.

Lo studio, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica inglese Nature, si basa sull’applicazione della biologia molecolare nel trattamento dei tumori. I ricercatori hanno scoperto che a rendere più aggressivo il cancro alla prostata è la perdita di alcuni geni. Questi geni che sono stati reintrodotti dagli scienziati all’interno delle cellule malate, bloccando in tal modo la crescita del tumore.

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Probabilmente uno degli stati di malattia meno riconosciuti, e purtroppo credo invece molto diffuso, è una sorta di infezione cronica da Candida Albicans che assale il nostro organismo in maniera estesa, si organizza in colonie nei singoli organi, oppure si diffonde nell’intestino, sua primaria residenza, verso obiettivi scelti con cura tra quelli meno difesi e floridi del nostro corpo.

Questa infestazione nascosta dà origine a una serie di disturbi (tra cui è probabile anche prostatiti) che ormai costituiscono una specie di sindrome ben delineabile e identificabile, sebbene con una certa pazienza e costanza.

Sempre più persone e terapeuti, soprattutto nell’ambito delle medicine alter convenzionali, sono venuti in questi anni prendendo coscienza di questa problematica.

La candida è un fungo che si trova tanto sulla pelle quanto sulle mucose dei soggetti sani ed è per questo che vive normalmente nel cavo orale e nel tratto gastro intestinale. Come molti altri microorganismi, la candida condivide con noi una parte dell’esistenza e ci aiuta in alcuni processi metabolici e biologici tra cui, in special modo la regolazione degli ormoni e la digestione degli zuccheri mediante un processo di fermentazione.

Abbiamo già visto la relazione che c’è tra prostatite e intestino. In pratica più l’intestino è sano e minore è la probabilità che la prostata si ammali.

Non solo, la candida può infettare anche la vescica nello stesso modo in cui invade l’intestino. In questo caso parliamo di cistite. Nell’insieme si tratta di dolori e bruciori molto attenuanti o addirittura assenti. Per la maggior parte delle volte si presenta solo una sensazione di pesantezza e disagio a carico della vescica e dell’uretra, che peggiorano quando si ingeriscono cibi che alimentano i funghi, come prodotti da forno o con lieviti, pane dolci, alcolici, caffè ecc… Cistite e prostatite sono comunque molto collegati.

La risposta a trattamenti antibiotici di una cistite fungina è pressoché nulla. Però se si dovesse trattare la cistite con rimedi antimicotici e una dieta appropriata si rimarrebbe stupiti dei risultati.

Il dott. Adolfo Panfili consiglia succo di mirtillo senza zucchero per eliminare eventuali batteri.

Se avete il sospetto di avere la candida o ne siete certi perché risulta dal tampone vi consiglio di curare principalmente quella…probabilmente una volta eliminata quella la vostra prostatite sparirà o come minimo migliorerà notevolmente la riduzione dei sintomi.

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Le più recenti ricerche dimostrano che lo screening di massa del cancro della prostata non è raccomandabile. Nonostante ciò è partita una campagna di comunicazione del Ministero della Salute e del Ministero per le Pari Opportunità in suo favore. Contro questa scelta si scaglia un editoriale del blog di Politica sanitaria SaluteInternazionale.

Scrive Massimo Valsecchi: “Nel 2009 sono usciti sul New England Journal of Medicine i risultati dei due studi più ampi (uno in Europa ed uno negli Stati Uniti) mai realizzati sullo screening del cancro della prostata tramite il test di ricerca del Prostate Specific Antigen (PSA). Lo studio europeo, che risulta più completo, evidenzia una diminuzione della mortalità pari a 7 decessi in meno su 10.000 uomini testati. Per ottenere questo risultato, il gruppo testato di 73.000 uomini ha dovuto subire 17.000 biopsie. In altri termini, per evitare una morte da cancro alla prostata, si sono dovuti sottoporre a screening 1.410 uomini, effettuare 335 biopsie e trattarne chirurgicamente 48. (…) È importante ricordare che il punto cruciale non è se questo screening sia efficace ma se faccia più male che bene”.

Il 10 marzo scorso il New York Times ha intervistato (in un articolo dal titolo significativo: “The great prostate mistake”) Richard J. Ablin, lo scopritore del PSA, che ha dichiarato: Il “mio” PSA? Un disastro per la salute pubblica e per di più costosissimo.
Quindi, meglio chiedere al medico di fiducia !

“BPH” è l’abbreviazione per una prostata ingrandita. Il termine medico è iperplasia benigna di Prostatic. Qualunque l’espressione usata, esso è una circostanza che interessa la maggior parte dei uomini mentre diventano più vecchi e un uomo sui cinquanta anni sperimenterà solitamente uno o più i sintomi ingranditi della prostata che sono elencati qui sotto. Questi sintomi sono caratteristici delle tre malattie principali della prostata che includono la iperplasia di Prostatic, la prostatite ed il cancro benigno della prostata.

I nuovi risultati relativi alle cellule del cancro della prostata che possono resistere alla cura ormonale possono condurre ai trattamenti più efficaci della medicina tradizionale, secondo i ricercatori.



  • Nessuna
  • Mam: Salve, sono una ragazza di 20 anni e circa una settimana fa ho iniziato ad avere sintomi leggeri della candida. Ho fatto una cura di 5 giorni di lavan

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